La Resistenza a Bologna

Con quanta ebbrezza, con quanta gioia

Ci affiderebbero al boia

Ma noi, gabbiani ai temporali

Nella tempesta ci buttiamo

E poi spieghiamo le nostre ali

Per volare, là dove amiamo.

Anonimo, 1944

 

 

La seconda guerra mondiale è stata, sino ad ora, la più feroce ed estesa delle guerre che hanno insanguinato il pianeta. Durata dal 1939 al 1945, causò più di 60 milioni di morti. La guerra investì anche l’Italia, che divenne campo di battaglia tra gli eserciti nazifascisti e gli Alleati.

Il dissenso contro il regime fascista, alimentato da pochi irriducibili durante tutti gli anni della dittatura di Mussolini, aumentò con il peggiorare della situazione di guerra, sfociando in forme di Resistenza organizzate e infine nella lotta armata. Migliaia di uomini e donne combatterono contro i tedeschi e i loro alleati fascisti. Mentre in montagna si formarono grandi unità partigiane, organizzate secondo criteri militari, che affrontavano il nemico in battaglie in campo aperto, dentro le città la lotta venne condotta da unità più piccole che, utilizzando tecniche di guerriglia e varie forme di clandestinità, cercavano di ostacolare il nemico con sabotaggi e colpi di mano.

Bologna fu una delle città più coinvolte nella lotta di Resistenza, e venne per questo decorata dopo la guerra con medaglia d’oro al valor militare.

Bologna divenne teatro di grandi battaglie, come quella di Porta Lame, che coinvolsero centinaia di combattenti, di audaci colpi di mano, come la liberazione dei prigionieri dal carcere di San Giovanni in Monte, e di episodi tremendi come, ad esempio, la fine tra atroci torture della staffetta partigiana Irma Bandiera e l’eccidio dei partigiani a Casalecchio.

 

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